Studio 13

I Regni Di Questo Mondo

 

 

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– L’IMPERO ORIGINALE. 
–IL SUO PREVARICAMENTO. 
– LA SUO RENDENZIONE E LA SUA RESTAURAZIONE. 
– IL REGNO TIPICO DI DIO. 
– L’USURPATORE. 
– DUE DOMINI’ DELL’IMPERO ATTUALE. 
– LE AUTORITA’ CHE ESISTONO SONO STATE ISTITUITE DA DIO. 
– LA VISIONE DI NABUCODONOSOR. 
– LA VISIONE DI DANIELE E LA SUA INTERPRETAZIONE. 
– I REGNI DI QUESTO MONDO OSSERVATI DA UN ALTRO 
   PUNTO DI VISTA. 
– I RAPPORTI PROPRI DELLA CHIESA COI GOVERNI ATTUALI. 
– IL DIRITTO DIVINO DEI RE ESAMINATO BREVEMENTE. 
– FALSE PRETESE DELLA CRISTIANITA’. 
– IL QUINTO IMPERO UNIVERSALE RACCHIUDE UNA 
   MIGLIORE SPERANZE.

 


Iddio creo’ l’uomo alla sua immagine.


„Egli li creo’ maschio e femmina.“

 

     Nel primo capitolo della Rivelazione divina Iddio così dichiara il suo disegno riguardo alla sua creazione terrestre ed al governo di essa: [283]

"Facciamo l'uomo alla nostra immagine, secondo la nostra somiglianza; ed abbia la signoria sopra i pesci del mare, e sopra gli uccelli del cielo, e sopra le bestie e sopra tutta la terra, e sopra ogni rettile che serpe sopra la terra".

Iddio adunque creò l'uomo alla sua immagine; egli lo creò maschio e femmina. Iddio li benedisse, e disse, loro:

"Fruttate e moltiplicate, ed empiete la terra, e rendetela soggetta, e signoreggiate sopra i pesci del mare, sopra gli uccelli del cielo, e sopra ogni bestia che cammina sopra la terra".


Adamo ricevette Dominio sopra tutta la Terra.

     E' in tal modo che il governo della terra fu posto nelle mani della razza umana che era rappresentata nel primo Adamo; siccome quest'ultimo era perfetto, egli fu del tutto reso capace ad essere signore, il dominatore o il re della terra. 

    L'ordine di molplicate, ed empite la terra, e rendetela soggetta, ta e di regnare su di essa non concerneva Adamo solo, ma tutta l'umanità "dominino, signoreggino essi, ecc." (trad. lett.). Se il genere umano fosse rimasto perfetto e senza peccato, il governo non sarebbe mai sfuggito dalle sue mani.

Iddio non ha dato l’uomo il diritto di dominare il suo prossimo.

 

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Iddio non intendeva farne l’uomo uno schiavo.

     Si osserverà che in quell'ordine non fu dato ad alcun uomo il diritto di avere il dominio nè l'autorità sul suo simile; ma soltanto l'impero sulla terra, il potere di coltivarla e di utilizzare i suoi prodotti per il bene reciproco fu dato all'intiera razza. Non furono soltanto le sue ricchezze minerali e vegetali che furono messe a disposizione e servizio dell'uomo, ma altresì tutta la varietà della vita animale.

     Se la razza fosse restata perfetta, ed avesse messa ad esecuzione questa intenzione primitiva del Creatore, il suo numero crescente avrebbe richiesto che gli uomini si consultassero tra di loro, onde realizzare i loro sforzi in modo sistematico, e di cercare delle vie e dei mezzi per la giusta e savia distribuzione dei beni comuni.

     E siccome nel corso dei tempi sarebbe stato impossibile, a cagione del loro numero considerevolissimo, che tutti si potessero raccogliere per consultarsi, sarebbe stato necessario alle varie classi di uomini di eleggere alcuni per rappresentare la totalità, rappresentanti che avrebbero esposti i bisogni comuni a tutti quanti, e che avrebbero agito per tutti. 

    E se tutti gli uomini fossero stati perfetti mentalmente, fisicamente e moralmente, se ognuno avesse amato Iddio e le sue leggi sopra ogni cosa e il suo prossimo come se stesso, non vi sarebbe stata collisione alcuna, nessun disaccordo in una organizzazione così fatta.

Iddio ha disegnato un governo a scopo che ogni uomo sarebbe un sovrano --

     Considerato a questa stregua, il disegno originale del Creatore riguardo al governo della terra, era sotto la forma repubblicana, un governo a cui tutti avrebbero preso parte, nel quale ognuno sarebbe stato un sovrano assoluto, atto ad esercitare a puntino i doveri della sua situazione tanto pel suo bene proprio che pel bene generale.

Governati in armonia con il Re Supremo dell’Universo, la Cui legge e’ amore.

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L’ amore e’ l’adempiamento della legge Divina.

     La durata e perpetuità di quel governo conferito all'uomo non dipendeva che da una condizione, cioè che quella dominazione divinamente conferita si esercitasse sempre in armonia coll'augusto [285] sovrano dell'universo, la cui unica legge succintamente esposta è l'amore.

"L'amore è il compimento della legge". 

"Ama il Signore Iddio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta l'anima tua e con tutta la mente tua: .... Ama il tuo prossimo come te stesso". (Rom XIII, 10; Matt. XXII, 37-40).

La disobbedienza di Adamo risulto’ alla perdita della sua vita com’ anche il suo dominio sulla Terra.

     Riguardo a questa grande grazia conferita all'uomo, Davide dice, benedicendo il Signore:

"Tu l'hai fatto poco inferiore agli angeli, e l'hai coronato di gloria ed onore, e tu lo fai signoreggiare sopra le opere delle tue mani".

     Quella dominazione rimessa al genere umano nella persona di Adamo fu l'origine del Regno di Dio sulla terra. Fin d'allora l'uomo esercitò la signoria come rappresentante di Dio. Ma la disubbidienza dell'uomo inverso il dominatore supremo, cagionò non solo la perdita della vita, ma quella ancora di tutti i suoi diritti e privilegi come governatore rappresentativo di Dio sulla terra.

     Da quel momento egli è un ribelle detronizzato e condannato alla morte. Sparì così ben presto il regno di Dio sulla terra, e non fu più ristabilito di poi, — salvo in Israele per una breve durata, ed unicamente per servire di tipo. 

   Benchè l'uomo perdesse in Eden il suo diritto alla vita e alla signoria, nè l'uno nè l'altro gli furono tolti in modo subitaneo, e durante il corso di quella vita condannata, è concesso all'uomo di esercitare la sua signoria sulla terra secondo i suoi propri pensieri ed i mezzi di cui egli dispone, finchè venga il tempo da Dio determinato, "finchè colui a cui la signoria appartiene' venga", e prenda l'impero ch'ei riscattò.

Colla sua morte in nostro Signore Gesu’, riscatto’ l’uomo ed il suo dominio.

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     Colla sua morte il nostro Signore riscattò non solo l'uomo, ma la sua eredità primitiva altresì, compresovi il governo della terra. Avendola riscattata, il titolo gli appartiene; egli ne è ora il legittimo erede, e al proprio tempo, fra breve, egli prenderà possesso di ciò che egli ha acquistato (Ef. I, 14).

     Nondimeno, non avendo egli riscattato l'uo [286] mo per farne uno schiavo, ma per ristabilirlo al suo stato precedente, egli fece il simigliante colla dominazione della terra: egli la riscattò con tutti i beni e privilegi primitivi dell'uomo, collo scopo di restituirla all'uomo appena quest'ultimo sarebbe nel caso di potersene servire in armonia colla volontà di Dio.

     Ne risulta che il regno del Messia sulla terra non sarà di una durata eterna. Egli non durerà che fino al punto in cui, col suo scettro di ferro, avrà annientata ogni ribellione ed insubordinazione, e restaurata la razza decaduta alla prisca perfezione, mediante la quale essa sarà in grado di esercitare pienamente la signoria alla quale era stata destinata in origine. Quando tutto sarà ristabilito, il Regno di Dio sarà nuovamente sopra la terra, e ciò sotto all'uomo, rappresentante di Dio scelto per ciò.

Israele servi’ come tipo per il Regno promesso.

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     Durante l'età giudaica, Iddio organizzò il popolo d'Israele come suo regno, sotto Mosè ed i Giudici una specie di repubblica, ma non fu se non tipico. Ed il governo più dispotico che gli tenne dietro, in ispecie quello di Davide e di Salomone, era a certi riguardi, il tipo del regno promesso del Messia. Contrariamente alle nazioni circonvicine, Israele aveva per re Geova, ed i suoi governatori servivano sotto di lui, come ce lo dice (Sal. LXXVIII, 70, 71).

     Ciò viene espresso in modo molto preciso in 2 Cron. XIII, 81; I Cron. XXIX, 23, ove Israele è chiamato il "Regno del Signore" ed ove ci è detto che "Salomone sedette sul trono del Signore in luogo di Davide suo padre", il quale, come successore di Saulle, suo primo re, si era seduto sul medesimo trono ed aveva regnato durante i 40 anni precedenti.

Israele come tipo del Regno fu’ rovesciato...

     Allorchè Israele peccò contro al Signore, egli lo castigò a varie riprese e finalmente gli tolse del tutto il regno. Nei giorni di Sedechia — l'ultimo re della stirpe di Davide — lo scettro del potere reale [287] fu tolto: allora fu che il regno tipico di Dio fu rovesciato.

Affinche’ Cristo, l’erede giusto, lo reclama.

 

 

Dall’anno AD 70, Israele e’ stato sparso fra tutti le nazioni.

     La sentenza di Dio a questo riguardo è racchiu sa nelle parole seguenti: "E tu, empio profano, principe d'Israele, il cui giorno è venuto nel tempo del colmo dell'iniquità; così ha detto il Signore Iddio, togli cotesta benda reale (tiara) e leva via cotesta corona; ella non sarà più dessa. Io la riverserò, la riverserò (1), la riverserò, finchè venga co­lui a cui appartiene il giudicio; ed io gliela darò. (Ezech. XXI, 25-27) (ved. Gen. XLIX, 10).

     In adempimento di questa profezia, il re di Babilonia venne contro gl'Israeliti, spossessò il loro re e condusse il popolo in ischiavitù. Abbenchè più tardi riavessero da Ciro, re di Persia, la loro esistenza nazionale, essi furono nondimeno asserviti e costretti a pagare il tributo ai successivi imperi dei Medo- Persiani, dei Greci e dei Romani, fino alla distruzione difinitiva della loro nazionalità nell'anno 70 dell'èra cristiana; a partire da quel punto essi furono dispersi fra tutte le nazioni.

     I1 regno d'Israele è l'unico regno, dopo la caduta, che Iddio abbia riconosciuto come rappresentante in qualche guisa il suo governo, le sue leggi, ecc. Vi furono varie nazioni prima di Israele, ma nessuna potè ragionevolmente pretendere aver Dio come fondatore, ovvero che i suoi governatori fossero dei rappresentanti di Dio. 

   Allorchè il diadema fu tolto a Sedechia, e che il regno d'Israele fu reciso, fu decretato che non sarebbe rialzato se non quando Cristo, il vero erede del mondo, venisse a reclamarlo. Così tutti gli altri regni giunti temporaneamente al potere fino al ristabilimento del regno di Dio, son designati come "regni del mondo" sotto al "principe di questo mondo'; dal che risulta che qualsiasi pretesa di essere dei regni di Dio, per [288] parte di qualsiasi di essi è del tutto illegittima.

(1) Ne fartò una rovina, una rovina! Vers. Darby.

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L’Arco di Tito, Roma, Italia

L’Arco di Tito sopra quale la Menorah Ebrea presa dal Tempio a Jerusalemme e’ descritta, commemora la conquista di Tito di Jerusalemme nell’anno A.D. 70.

Tutti gli altri Regni son descritti come „I Regni di questo Mondo.“

     Il regno di Dio non fu neppure stabilito al primo avvenimento di Gesù (Luca XIX, 12, confr. Dan. II, 44). Allora e dopo, Iddio non elesse dal mondo che quelli giudicati degni di regnare con Cristo come coeredi di quel trono. Cristo non prenderà prima della sua seconda venuta possessione del regno per regnare sopra tutti con gloria e potenza.

„E Gerusalemme sarà calpestata dai gentili, finché i tempi dei gentili siano compiuti.“ Luca 21:24

 

L’uomo caduto ha dimostrato la sua incapacita’ di governare se stesso.

 

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     Gli altri regni tutti, salvo quello d'Israele, son chiamati dalla Scrittura, i regni delle nazioni, "i regni di questo mondo", sotto al "principe di questo mondo" — Satana. Dopo la sparizione del regno di Dio ai giorni di Sedechia, il mondo resta senza governo che Iddio possa approvare e di cui egli sorvegli particolarmente le leggi e gli affari.

   Indirettamente Iddio riconobbe quei governi pagani, dichiarando pubblicamente con un decreto (Luca XXI, 24) che durante l'interregno l'impero sopra Gerusalemme e sul mondo si eserciterebbe per mezzo del governo delle nazioni e dei Gentili.

   Quel periodo d'interregno o d'intervallo tra la sparizione dello scettro e governo di Dio e il suo ristabilimento in maggior gloria, potenza e magnificenza in Cristo, vien chiamato dalle Scritture "i tempi delle nazioni". E quei tempi (o anni) durante i quali è permesso ai "regni di questo mondo" di regnare sono limitati, e il periodo di ristabilimento del regno di Dio sotto al Messia è altresì fissato e segnato nelle Scritture.

     Vero è che quei governi delle nazioni sono stati malvagi assai, ma con uno scopo savio essi furono permessi "ordinati da Dio" (Roma XIII, 1). La loro imperfezione e la loro tirannia formano una parte della lezione generale dell enormità del peccato, e provano l'incapacità degli uomini decaduti di governarsi da sè, fosse pure per la loro propria soddisfazione soltanto. 

    Iddio permise loro in generale di mettere ad effetto i loro disegni, dal più al meno [289] secondo la loro capacità, non governandoli lui se non quando venivano in conflitto col suo piano. Il suo disegno è che eventualmente tutto concorra al bene e che in fin dei conti "l'ira dell'uomo, persino, volga alla sua lode". 

   Il rimanente che non farebbe nè bene nè male, che non condurrebbe a nessuno scopo, da cui non si potrebbe trarre lezione veruna, egli lo "aggratiglia". "Tu ti cingerai del rimanente dell'ire" (Ps. LXXVI, 10).

Satana ha travisato il carattere di Dio ed acceco’ gli uomini alla verita’.

 

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     E' alla condizione decaduta e depravata dell'uomo, alla sua debolezza che bisogna attribuire la sua impotenza a stabilire un governo perfetto. 

   E' quella debolezza che, in sè stessa, è già sufficiente per attraversare tutti gli sforzi del genere umano per produrre un governo perfetto, che Satana utilizza attualmente, dopo avere avuto cura prima di spingere l'uomo ad essere sleale verso il Dominatore supremo.

     Satana ha continuamente sfruttata la debolezza dell'uomo onde far apparire ìl bene come male e viceversa; egli ha presentata ad una falsa luce e il carattere e il piano di Dio, egli ha accecato il genere umano riguardo alla verità. 

   Operando nei "figliuoli di ribellione". (Ef. II, 2) egli li ridusse schiavi per fare la sua volontà (2 Tim. II, 26), e usurpò il diritto di essere come lo chiamarono Gesù e gli apostoli, il "principe" (Signore) di questo mondo, (Giovi. XIV, 30; XII, 31).

     Non è legittimamente che egli è il principe di questo mondo, bensì per usurpazione, per astuzia e frode. E poich'egli è un usurpatore, Gesù lo destituirà in modo sommario. Se egli avesse un titolo reale a quella Signoria, non si potrebbe agire in tal maniera con lui.

Quando saranno spirati i tempi dei Gentili, Satana sara’ legato e rovesciato.

     Vediamo adunque che la dominazione della terra, quale essa è esercitata attualmente, ha un dominio invisibile e uno visible. Il primo costituisce il lato spirituale e l'altro il Iato umano; vale a dire che i regni visibili, terreni, sono fino ad un certo [290] punto sotto a controllo d'un principe spirituale, Satana.

    E' precisamente perchè Satana possedeva un tal controllo ch'ei potè fare al Signore l'offerta di essere il sovrano visibile supremo della terra sotto la sua direzione (Matt. IV, 9). Quando saranno spirati i tempi delle nazioni, i due dominii del governo attuale avranno compiti i loro giorni: Satana sarà legato ed i regni del mondo saranno diroccati.

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     La creazione decaduta, affascinata e gemente si è trascinata da secoli lungo la sua via faticosa, soccombente ad ogni passo, e vedendo i suoi più nobili sforzi restare infruttuosi. Nulla di meno, essa spera del continuo che l'età dell'oro, sognata dai suoi filosofi si avvicini. 

   Essa non sa che una liberazione più grandiosa assai di quella che brama, è nell'aspettativa, che essa deve venire dal Nazareno sprezzato e dai suoi discepoli, i quali, come figliuoli di Dio, saranno rivelati fra breve in podestà reale per la sua liberazione (Rom. VIII, 19-22).

     Affinchè i suoi figliuoli non rimangano nell'o­scurità e nell'incertezza relativamente alla sua tolleranza riguardo i governi malvagi attuali e alla sua finale intenzione di introdurne uno migliore, allorquando quei regni avranno servito allo scopo per cui sono stati permessi sotto alla sua provvidenza che conosce ogni cosa, Iddio ci ha date alcune grandiose vedute panoramiche dei "regni di questo mondo", e, per nostro incoraggiamento ci mostra ogni volta che la loro ruina avverrebbe mediante il ristabilimento del suo proprio regno giusto ed eterno, avente per Capo il Messia, il Principe della pace.

Iddio ha dato gli emperi  della Terra, permesso di regnare.

     L'attuale prova dell'uomo di esercitare il governo non si fa al disprezzo della volontà e della potenza di Dio, ma col suo permesso. Ciò vien dimostrato dal sogno dato da Dio a Nebucadnesar, messaggio in cui Iddio dà il permesso ai quattro grandi im [291] peri: Babilonia, Medo-Persiano, Grecia e Roma, dì regnare fino all'epoca dello stabilimento del regno di Cristo (Dan. II, 37-44). Ciò indica il termine della loro potenza e del loro regno.

La visione di Daniele sui quattro
Emperi Universali

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     Se portiamo ora il nostro sguardo su quelle visioni profetiche, ricordiamoci che esse ebbero principio con Babilonia e all'epoca della recisione del Regno d'Israele, il Regno tipico del Signore.

La visione di Nebucadnesar 
sui governi terrestri

     Fra le cose "scritte prima di tempo per la nostra edificazione" che noi, i quali siamo comandati di essere sottoposti alle potenze esistenti, potessimo per mezzo di pazienza e conforto delle Scritture avere speranza (Rom. 15:4; 13:1) è il sogno di Nabucadonosor e la sua divina interpretazione per mezzo del profeta. — Dan. 2:31-45.

   Daniele spiega il sogno e dice:

Tu, o re, riguardavi, ed ecco una grande statua. 

Questa statua grande, e il cui splendore era eccellente, era in piè di rincontro a te: e il suo aspetto era spaventevole.

Il capo di questa statua era di oro fino; il suo petto e le sue braccia, d'argento; il suo ventre e le sue cosce, di rame; e le sue gambe di ferro ; e i suoi piedi, in parte di ferro, in parte d'argilla.

Tu stavi riguardando, finchè fu tagliata una pietra, senza opere di mani, la quale percosse la statua in su i piedi, ch'erano di ferro e d'argilla, e li tritò.

Allora furono insieme tritati il ferro, l'argilla, il rame, l'argento e l'oro, e divennero come la pula delle aie di estate, e il vento li portò via, e non si trovò luogo alcuno per loro; e la pietra che aveva percossa la statua divenne un gran monte ed empiè tutta la terra.

Questo è il sogno; ora ne daemo l'interpretazione davanti al re.

Tu o re, sei il re dei re; conciossiachè l'Iddio del cielo ti abbia dato regno, potenza, e forza, e gloria (ecco dove i regni delle nazioni ovvero "le [292] autorità esistenti furono ordinate da Dio). 

Ed ovunque dimorano i figliuoli degli uomini, le bestie della campagna, e gli uccelli del cielo, egli te li ha dati in mano, e ti ha fatto Signore sopra essi tutti. 

Tu sei quel capo d'oro.

E dopo te sorgerà un altro regno, più basso del tuo ; e poi anche un terzo regno, ch'è quel di rame, il quale signoreggerà sopra tutta la terra.

Poi vi sarà un quarto regno, duro come il ferro; conciossiachè il ferro triti e fiacchi ogni cosa; e come il ierro trita tutte quelle cose, quello triterà e romperà tutto.

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E quant'è a ciò che tu hai veduti i piedi, e le lor dita, in parte d'argilla di vasellaio, e in parte di ferro, ciò significa che il regno sarà diviso; ed anche che vi sarà in esso della durezza del ferro; conciossiacchè tu abbi veduto il ferro mescolato con l'argilla di vasellaio.

E quant'è a ciò che le dita de piedi erano in parte di ferro, e in parte d'argilla, ciò significa che il regno in parte sarà duro, in parte sarà frale.

  Il sogno profetico di Nebuchadnetsar
sui quattro Emperi Universali

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Capo di Oro =  Babilonia
Petto, Braccia d’argento

=  
Medo-
Persiano