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Studio 9

Riscatto E Restituzione

 

– LA RESTITUZIONE GARANTITA DAL RISCATTO. 
– ESSA NON E’ LA VITA ETERNA MA BENSI UNA PROVA
   GARANTITA DAL RISCATTO. 
– LE CONDIZIONI E I VANTAGGI DELLA PROVA. 
– IL SACRIFICIO DEL CRISTO E’ NECESSARIO. 
– COME LA RAZZA UMANA POTEVA ESSERE LIBRATA E LO
   FU PER LA MORTE D’UN SOLO UOMO. 
– LA FEDE E LE OPERE SONO SEMPRE NECESSARIE. 
– IL SALARIO DEI PECCATI VOLUNTARI E’ CERTO. 
– VI SARA’ EGLI POSTO ABBRASTANZA SULLA TERRA 
   PER I MILIONI CHE RESUSCITERANNO? 
– LA RESTITUZIONE PER OPPOSIZIONE ALLA EVOLUZIONE

 

Restaurazione- il risultato logico del Riscatto.
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     Secondo lo schizzo del piano rivelato da Dio quale è stato fin qui abbozzato, chiaro apparisce che il disegno di Dio per l'umanità è una restituzione o ristorazione alla perfezione e alla gloria perdute nell'Eden. L'evidenza più forte, più decisiva a questo riguardo si trova nella piena comprensione dell'estensione e della natura stessa del riscatto. [171]

     La restituzione predetta dagli apostoli e dai profeti, deve seguire il riscatto come una conseguenza logica e necessaria. Conviene che l'umanità tutta (a meno che essa non resista ostinatamente al potere liberante del grande Liberatore) sia liberata dal peccato originale, dalla servitù della corruzione conformemente all'ordinamento di Dio nella prepa­razione d'un riscatto; altrimenti quest'ultimo non sarebbe valevole per tutti.

Cristo ha dato la vita sua come prezzo di riscatto, appunto per benedire a tutti.

 

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     I ragionamenti di Paolo in proposito, sono molto chiari e concludenti. Egli disse: (Rom. XIV, 9) A questo fine Cristo è morto, risuscitato e tornato a vita, acciocchè egli signoreggi, e domani sopra i morti e sopra i vivi (1).  

   (1) Riteniamo sempre ferma questa dichiarazione secondo la quale la morte di Gesù lo costituisce Signore, Maestro e Dominatore dell'intiera famiglia umana; ma troviamo ora nelle parole dell'apostolo un senso più largo ancora: che cioè nell'espressione i morti vien compresa tutta l'umana specie. 

   Al punto di vista di Dio l'intiera razza che è sotto condanna di morte è considerata come di già morta (Matt. VIII, 22); in questo senso l'espressione i vivi applicherebbesi ad esseri che sono al disopra dell'uomo e che non hanno perduta la loro vita, cioè agli angeli.

     [172] E' quanto dire che lo scopo della morte e risurrezione di Cristo non fu semplicemente di benedire, di dominare e di ristorare l'umanità vivente, ma di darle l'autorità e il pieno potere tanta sui morti quanto sui vivi, e di assicurare i suoi penefizi tanto agli uni quanto agli altri. Egli s'è dato in riscatto (prezzo corrispondente) per tutti affin di poterli benedire tutti e di dare ad ogni uomo una prova individuale di vita.

     E' assurdo di pretendere che egli diede un riscatto per tutti, e sostenere in pari tempo che un pugno di riscattati soltanto riceveranno mai qualche vantaggio da esso riscatto: poichè ciò permetterebbe di supporre che Dio accettò il prezzo del riscatto e poi ingiustamente rifiutò di consentire a che i riscattati fossero rilasciati, oppure, dopo averli riscattati tutti, il Signore sarebbe incapace o poco disposto a mettere il suo benevolo disegno ad esecuzione.

   L'immutabilità dei piani di Dio, come d'altronde la perfezione della giustizia e dell'am or divino, allontana tal pensiero contraddicendolo, e ci dà l'assicurazione che il piano originale e benevolo, che ebbe il riscatto per tutti alla sua base, si eseguirà pienamente al proprio tempo: che Dio, apporterà la benedizione della remissione della condanna adamica e una occasione per tutti gli uomini di ritornare ai diritti e alle libertà dei figliuoli di Dio, di cui godeva Adamo prima del peccato e della maledizione.

Il Riscatto garantisce l’opportunita’ alla vita a tutti.

 

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L’esperienze della vita del passato, col male, saranno di vantaggio durante una nuova prova.

     Se vien chiaramente riconosciuta l'utilità reale [173] e l'effetto del riscatto conviene che sparisca ogni obbiezione contro la sua applicazione universale. Il riscatto per tutti dato dall'uomo Cristo Gesù, non dà e non garantisce a nessuno la vita o la benedizione eterna, ma esso garantisce ad ognuno un'altra opportunità o prova per la vita eterna

   La prima prova della razza, che ebbe per risultato la perdita della prima fencita conferita, si cambiò realmente in una benedizione, in virtù del riscatto al quale Iddio ha provveduto per la liberazione della condanna e del castigo.

     Il fatto che gli uomini sono liberati dal primo castigo, non garantisce che, una volta messi alla prova individualmente per la vita eterna, essi non vengano meno all'ubbidienza, senza la quale a nessuno è dato di vivere eternamente, L'uomo sarà pienamente avvertito dall'esperienza attuale del peccato e dell'amaro suo castigo; e allorchè, come risultato del riscatto, gli sarà concessa un'altra prova individuale, sotto gli occhi ed il governo di colui che tanto l'amò, che diede la vita per lui e che vuole che nessuno perisca, ma che tutti ritornino a Dio e vivano, noi possiamo andar certi che, colui solo che disobbedisce premeditatamente, incorrerà il castigo della seconda prova.

     Tale castigo sarà la morte seconda, per la quale non vi sarà più nè riscatto, nè remissione, perchè non vi sarà più scopo alcuno per un altro riscatto e per una prova futura. Tutti avranno riconosciuto e gustato completamente tanto il bene quanto il male; tutti avranno veduto e sperimentata la bontà e l'amore di Dio; tutti avranno avuto una piena e leale prova individuale per la vita nelle condizioni più favorevoli che desiderar si possa. 

   Non si potrebbe desiderare di più, e di più non verrà dato. Quella prova deciderà, una volta per sempre, che uscirà giusto e santo da mille prove, e chi da mille prove uscirà ingiusto, empio, e si contaminerebbe ancora.

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La prova di Adamo- "Poiche’, come tutti muoiono in Adamo, cosi’ anche in Cristo saran tutti vivificati." 
1 Corinzi 15:22

     [174] Sarebbe utile di concedere un'altra prova di vita esattamente nelle medesime circostanze; ma se le circostanze di coloro che son messi alla prova sono diverse, anche più favorevoli, i termini o le condizioni della loro prova individuale per la vita saranno identici a quelli della prova adamica. La legge di Dio resterà la stessa, — essa non muta.

     Essa dirà sempre: L'anima che avrà peccato, quella morrà; e le condizioni dell'uomo non saranno più favorevoli, per quanto si tratta dell'ambiente, che le condizioni e l'ambiente di Eden; per contro, la differenza sarà nella conoscenza crescente.

     L'esperienza del male, messa in contrasto coll'esperienza del bene che s'accrescerà in ognuno durante la prova dell'età che viene, costituirà il vantaggio, in ragione del quale i risultati della seconda prova differiranno d'assai dai risultati della prima, e ciò perchè la sapienza e l'amore divino provvidero al riscatto per tutti e garantirono così a tutti il benefizio d'un'altra prova. Niuna prova più favorevole, in qualunque modo sia e per chicchessia, potrà essere invocate come ragione ad un altro riscatto o per una prova futura oltre l'età del Millennio.

Il Riscatto rilascia il peccatore dalla prima condanna.

     Il riscatto dato non iscusa il peccato, di nessuno: egli non dice punto di considerare i peccatori come santi, e con ciò di trasportarli nell'eterna felicità.

   Esso non fa che liberare puramente i peccatori dalla condannazione primiera e dai suoi risultati diretti o indiretti, e li pone nuovamente alla prova per la vita, prova nella quale la loro propria obbedienza o trasgressione volontaria deciderà, se essi possono o no averne la vita eterna.

Non tutti I figli di Adamo son spregiati ugualmente a causa della sua caduta.

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     Non dovrebbesi ammettere neppure, come molti vi sono disposti, che tutti coloro che vivono in un ambiente incivilito e che leggono o posseggono una Bibbia, hanno per tal modo una opportunità, una piena occasione a prova per la vita. Devesi tener [175] presente che i figliuoli di Adamo non furono tutti danneggiati allo stesso grado dalla caduta. 

   Sonvene che nascono talmente deboli e depravati che possono facilmente essere acciecati dal Dio di questo mondo, Satana, ed essere adescati dal peccato che ci circonda e ci assale; e tutti sono più o meno sotto quell'influenza, in guisa che, quand'anche volessero fare il bene, il male si presenta, ed essi vi soggiaciono, in virtù dell'ambiente nel quale essi vivono, ecc. ed è loro difficile fare il bene che vorrebbero, mentre essi fanno il male che non vorrebbero fare.

Oggi, pochissimi godono I benefici del Riscatto, ma, alla fine, tutti le godranno.

 

 

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     E' infatti esiguo assai il numero di coloro i quali nel tempo presente imparano veramente e per esperienza la libertà per cui Cristo fa cadere le catene di coloro che accettano il suo riscatto, e che si pongono sotto al suo regime per la sua direzione futura. 

   Perciò, soltanto quei pochi (la chiesa eletta e provata per lo scopo speciale di lavorare con Dio per la benedizione del mondo, — rendendo ora testìmonianza, e poi — governando, benedicendo e giudicando il mondo nella sua età di prova) — godono già, fino ad un certo punto, dei benefizi del riscatto, o si trovano attualmente alla prova per la vita.

     Tutte le benedizioni della restituzione, di cui il mondo godrà nell'età futura, sono riservate a quei pochi che le ottengono per la fede. Costoro, pur non essendo perfetti, nè realmente restaurati allo stato dì Adamo, sono trattati in un modo proprio a compensare la differenza.

     Per la fede in Cristo essi sono considerati come perfetti e ristorati alla perfezione e alla grazia divina, come se non fossero più dei peccatori. Le loro imperfezioni e le loro debolezze inevitabili, compensate dal riscatto, non sono messe a loro carico, ma sono anzi coperte dalla perfezione del Redentore.

     Di lì la prova della Chiesa, a causa della sua posizione consirevole di quella che il mondo avrà nel suo tempo di prova. Il mondo sarà condotto intieramente a una [176] piena conoscenza della verità, ed ognuno, che accetterà quelle condizioni, non sarà più d'allora in poi trattato come peccatore, ma come figliuolo, al quale son destinate tutte le benedizioni della restituzione. 

   La differenza tra le esperienze della Chiesa durante la sua prova sarà che gli ubbidienti del mondo riceveranno immediatamente le benedizioni della restituzione mediante un allontanamento graduale delle loro debolezze mentali e fisiche; mentre che la Chiesa del Vangelo, consacrata ai servizio del Signore sino alla morte se ne va nella morte e riceve il suo perfezionamento istantaneamente alla prima risurrezione.

Le prove della Chiesa e del mondo son differente.

 


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     Un'altra differenza tra le due prove consiste nelle circostanze più favorevoli dell'età futura in confronto a questa, in ciò che la società, il governo, ecc., sarà propizio alla giustizia, ricompensando la fede e l'ubbidienza e castigando il peccato; mentre ora, sotto al principe di questo mondo, la prova della Chiesa è sottomessa a circostanze sfavorevoli alla giustizia, alla fede, ecc. 

   Ma ciò sarà ricompensato, come l'abbiamo visto, dal prezzo della gloria e dell'onore della natura divina offerta alla Chiesa, oltre il dono della vita eterna.

La morte e’ la punizione del peccato.

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     La morte di Adamo era sicura, ancorchè non avvenisse che dopo novecentotrent'anni di stato morente. Dopo il dì che egli è divenuto morente, tutti i suoi figliuoli nascono nelle medesime condizioni e senza diritto alla vita, e muoiono come i loro genitori dopo un soggiorno più o meno prolungato quaggiù. — Dovrebbesi tener presente tuttavia che non sono nè i dolori nè la sofferenza, che formaro­no il castigo del peccato, ma bensì la morte, — l'estinzione della vita, — il punto culminante del morente. 

   La sofferenza non è che accidentale, e il castigamento del peccato sorprende molti con poco o niuno dolore. Di più bisognerebbe ricordarsi che, quando Adamo aveva commesso il delitto che [177]      implicava la perdita della sua vita, egli aveva perduta la vita per sempre; e nessuno dei suoi discendenti fu capace mai di espiare il suo delitto o di ricuperare l'eredità perduta. Tutti gli uomini sono morti o in via di morire. 

   E se così non hanno potuto espiare il loro delitto prima di morire, non lo poterono certamente dopo morti, dopo che cessarono di esistere, Il castigo del peccato non era semplicemente di morire, col diritto e il privilegio di tornare a vita in seguito. Nel castigo pronunziato non vi era indizio alcuno di liberazione (Gen. Il, I7). 

   Ond'è che la restituzione è un atto volontario di grazia e di favore da parte di Dio. E appena il castigo fu esposto, mentre fu pronunziato perfino, la libera grazia di Dio fu altresì significata; questa realizzata, manifesterà pienamente il suo amore.

   Mercè il raggio di speranza, che la progenie della donna triterebbe il capo al serpente, essa non s'è trovata nella disperazione la più triste; imperocchè quella promessa indicò che Iddio aveva preparato un piano in suo favore.

La promessa e’ sempre sicura- tutti saranno benedetti al tempo della Restaurazione.

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     Allorchè Iddio giurò ad Abrahamo che tutte le famiglie della terra sarebbero benedette nella sua progenie, ciò implicava una risurrezione o restituzione di tutti; imperocchè molti erano già morti, od altri morirono di poi, senza essere benedetti.

     Nulla di meno, la promessa resta sempre ferma; e tutti saranno benedetti, quando i tempi di ristoramento e di refrigerio verranno (Atti III, 19-21). In oltre poichè benedizione presuppone grazia, e che Iddio ha ritirata la sua grazia a causa del peccato e che la sua maledizione ne ha preso il posto, quella promessa d'una benedizione futura implica l'allontanamento della maledizione e conseguentemente il ritorno della grazia. 

   Ed essa fa supporre altresì, o che Iddio si penta della sua decisione, cambi il suo decreto e dia l'assoluzione alla razza colpevole, oppure [178] che egli abbia un piano per liberarla mediante una reputazione offerta da un innocente.

     Iddio non lasciò Abrahamo nel dubbio per quanto concerne il suo piano, ma gli dimostrò per diversi sacrifizi tipici, che dovettero portare tutti coloro che volevano accostarsi a lui, ch'egli non poteva nè voleva assolvere e scusare il peccato; e che il solo mezzo di cancellarlo e d'impedire il suo castigo era un sacrificio sufficiente per compensare la colpa. 

   Ciò fu dimostrato ad Abrahamo in un tipo molto espressivo: Il figliuolo d'Abrahamo nel quale si concentrò la benedizione promessa, dovette anzitutto divenire un sacrificio prima di poter benedire, e Abrahamo lo ricoverò dai morti, figurativamente (di tal modo ch'egli è un simbolo Ebr. XI, 19. Trad. Stap.)

Isacco, figlio di Abrahamo rappresenta Cristo Gesu’.


Abrahamo e Isacco

     E in quella figura (trad. Segond) o Similitudine Isacco simboleggiava la vera semenza, Gesù Cristo, che morì per riscattare gli uomini, affinchè tutti i riscattati possano ricevere la benedizione promessa. 

   Se Abrahamo avesse pensato che il Signore scuserebbe ed assolverebbe i colpevoli egli avrebbe sentito che Iddio era molto mutabile, e, per conseguenza, egli non avrebbe potuto avere piena fiducia nelle promesse che gli furon ha mutato pensiero una volta, perchè non potrebbe egli cambiare ancora? 

   Se fu commosso al pensiero della maledizione e della morte, non lo sarebbe egli al pensiero della grazia e delle benedizioni promesse? 

   Ma Iddio non ci lascia in una incertezza tale. Egli ci dà una prova evidente della sua giustizia e della sua invariabilità. Egli non poteva giustificare i colpevoli, che pure egli amava, a tal punto ch'egli

non risparmiò il suo proprio figliuolo, ma lo diede (alla morte) per noi tutti.

Gesu’ ha costituito tutti gli uomini come giusti.

     Nel modo medesimo che la razza tutta intiera era condannata e perdette la vita nel suo padre Adamo, così pure il peccato si annulla e la condannazione della razza tutta si cancella, se la vita di Adamo [179] è riscattata col pagamento del suo castigo.

     L'apostolo esprime molto chiaramente quella verità:

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Siccome per una offesa il giudicio è passato a tutti gli uomini in condannazione, così ancora per una giustificazione la grazia è passata a tutti